segreteria@acsanmarinomontefeltro.org
acsanmarinomontefeltro
Via del Seminario 16, 47864 Pennabilli (Rimini)

L’Ac diocesana incontra l’Assistente generale Mons. Sigismondi (1ª parte)

Curia Vescovile, Pennabilli (RN) | Giovedì 26 Ottobre 2017

Discorso integrale
di Mons. Gualtiero Sigismondi
all’Azione cattolica
della diocesi di San Marino – Montefeltro

– 1ª parte –

Discrezione, mitezza, chiarezza

Grazie a tutti dell’ospitalità, grazie Vescovo Andrea, grazie Presidente, grazie a tutti voi che siete qui stasera. Siete l’ulteriore testimonianza e conferma di quanto l’Azione cattolica sia prima di tutto una grande “Famiglia” e di come sappia fare e creare rete ovunque si trovi.

Come tutti ben sappiamo, ci piace riunirci, anche quando facciamo le riunioni o le programmazioni e non c’è niente di più bello che ritrovarsi insieme. Certi incontri, però, non possono funzionare bene se non c’è collaborazione, se non c’è corresponsabilità, e rischiano di durare in eterno. Bisogna essere capaci, allora, di sintonizzarsi e di capirsi. Diventa necessario essere capaci di compiere l’opera d’arte della correzione fraterna; e perché l’opera fraterna funzioni ci vogliono tre ingredienti: la discrezione – anzitutto, la mitezza e la chiarezza.

La discrezione: quando uno deve dire qualcosa a qualcuno, non deve dirlo ad altri, ma deve avvicinarlo e dirgli quanto è necessario. Gesù, poi, nel Vangelo ci dice che se questo non dovesse bastare, ci vogliono due o tre persone o forse l’assemblea. Questo, comunque, è un processo che si può iniziare soltanto se non è mancato il primo passo.

Il secondo passo è la mitezza: fino a quando nel nostro cuore non c’è la pace – anche se abbiamo visto giusto – non è l’ora di intervenire. La mitezza, quella usata da Gesù con Marta. La chiama due volte: <<Marta, Marta>>. Se il Signore l’avesse rimproverata semplicemente, avrebbe detto “Marta” una volta sola, invece ha ripetuto il nome.
Qualche tempo fa, in una parrocchia, c’era questo brano di Vangelo perché era festa patronale e il diacono ha letto in maniera molto dura, io l’ho fermato e gli ho detto: <<Leggi in maniera un po’ più dolce, altrimenti mi mandi all’aria l’omelia!>>.
Sapete come si fa a sapere quando uno è “mite” dentro? Quando riesce a guardare l’altro – quando gli deve dire qualcosa – negli occhi. Fino a quando tu non riesci a riposare negli occhi della persona a cui devi dire qualcosa – anche di importante – è il segno che ancora non puoi parlare, perché fai più danno.

La terza caratteristica è la chiarezza: dire le cose con chiarezza, senza fare troppe tangenziali o il raccordo anulare senza mai andare al centro. La chiarezza. Le pacche sulle spalle non funzionano, la chiarezza è una forma di fortezza estremamente importante.

Questa è la premessa per dirvi quali sono le regole del discernimento, che è una delle espressioni concrete della sinodalità. Se manca questa premessa, questa capacità di relazionarsi, queste appena dette possono apparire semplicemente “tecniche”.

Quando ho parlato all’Assemblea nazionale ero appena a sette. Sono arrivato a dieci (regole) – un decalogo – e adesso mi devo fermare perché altrimenti poi non funzionano più, mave le dono molto molto volentieri, perché sono una riflessione con cui, in qualche modo, mi sono – e sono stato – battezzato come Assistente generale dell’Azione cattolica.

(…)

Le foto della serata sono visibili sul profilo Facebook dell’Ac diocesana

Azione Cattolica San Marino – Montefeltro | Ufficio Stampa