“VERSO L’ALTRO, VERSO L’ALTO”

Cosa spinge una trentina di ragazzi della diocesi a “sacrificare” il pranzo di Santo Stefano con i familiari e alcuni giorni di vacanza che sarebbero utili per riposarsi e prepararsi per l’imminente sessione di esami? Semplice, la voglia di stare insieme, divertirsi e soprattutto riflettere sulla tematica che fa da perno a tutto il periodo di convivenza. Il campo invernale del gruppo Giovani di Azione cattolica, perché è di questo che stiamo parlando, quest’anno si è svolto a fine dicembre (26-30) in una casa per gruppi di Montemarciano, in provincia di Ancona. A fare da sfondo ai quattro giorni le relazioni, con sé stessi e soprattutto con gli altri. Per stimolare la riflessione si è partiti con la visione del film “Into the wild”, la storia vera di Christopher McCandless, un ragazzo statunitense che non riesce a trovare il proprio posto nel mondo e decide così di isolarsi da tutto e da tutti per vivere una vita totalmente solitaria nel mezzo della natura. In punto di morte il giovane si renderà conto che “la felicità è reale solo quando è condivisa”.

Montemarciano non dista molti chilometri da Recanati e allora era impensabile non andare a rendere omaggio a Giacomo Leopardi, con una visita ai luoghi della sua infanzia e al palazzo di famiglia all’interno del quale scrisse molte delle poesie che lo hanno reso famoso. Non prima di aver ascoltato una illuminante introduzione di Don Mirco sugli aspetti principali che si celano dietro i versi del poeta marchigiano.

Il giorno successivo abbiamo ricevuto la gradita visita di don Federico, un giovane diacono che, partendo dal primo capitolo del Vangelo di Giovanni, ci ha fatto capire l’importanza del dialogo con se stessi, con gli altri e con Dio, perché è “attraverso le relazioni giornaliere che sperimentiamo l’incontro con Lui”. Grazie a lui abbiamo anche scoperto che a poca distanza dalla nostra casa, all’interno della chiesa parrocchiale di Marina di Montemarciano, si trova un bellissimo mosaico ideato e realizzato da padre Ivan Rupnik. Il giorno successivo il tema dell’attività era la correzione fraterna: al mattino abbiamo dato il “peggio” di noi stessi in giro per Ancona, ognuno impersonando un atteggiamento diverso (tutti negativi) ma anche con il compito di correggere uno degli altri ragazzi, cercando di fargli capire che stava sbagliando. Oltre a tutto ciò non sono mancati i momenti di divertimento, a partire dalla ormai tradizionale “skifo-tombola” di Santo Stefano (l’unica tombola al mondo in cui si preferisce non vincere data la bruttezza dei premi in palio) o il sempre divertentissimo “Maschi contro femmine”, una sfida fatta di improbabili prove in cui si fa di tutto per battere l’altro genere.

Nel corso del campo abbiamo anche avuto l’opportunità di incontrare il gruppo giovani di Jesi, con il quale abbiamo passato una serata in piacevole compagnia, così da cogliere l’opportunità per stabilire un gemellaggio con l’associazione locale, così come era stato l’anno scorso con le AC di Verona e di Carpi.

Simon Pietro Tura

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