Alla lettura del Progetto formativo – introduzione /3

Azione cattolica e scelte formative


  1. Con il linguaggio dei laici

L’urgenza della missione
Vivere il battesimo significa essere testimoni e missionari nella vita di ogni giorno. Oggi siamo consapevoli che la missione costituisce una nuova urgenza, per la Chiesa e per la coscienza credente. Per i laici si tratta di riportare il Vangelo a contatto con la vita, affinché esplichi tutta la sua dirompente potenza salvifica. La comunicazione del Vangelo che avviene nei luoghi comuni della vita di ogni giorno può raggiungere tutti e arrivare dove le persone oggi vivono, con un linguaggio che solo i laici possono utilizzare: una “grammatica umana” che svela l’uomo all’uomo e, mostrando l’uomo, parla di Dio. Ciò che parla di Vangelo nei luoghi ordinari è soprattutto il prendere sul serio la vita; è la propria umanità, la capacità di attenzione agli altri; è la parola che ha la pazienza dell’ascolto e del dialogo: quello sulla vita, che può approdare al dialogo della fede se la vita sa interpellare, provocare, far pensare.

Parlare della vita da laici
La sfida della missione è quella di parlare della vita da cristiani; saper parlare di amore, di famiglia, di dolore, di lavoro, di morte, di affari, di denaro… con il linguaggio comune, ponendo la fede in maniera forte e nuova in dialogo con l’esistenza di oggi. Ci è chiesto di trovare nel nostro cuore di persone credenti le parole di un nuovo annuncio, come ci chiedono i nostri vescovi.

Formazione e missione
Una coscienza missionaria legata alla vita di ogni giorno ha bisogno di grande cura sul piano formativo: tanti cristiani sono ancora convinti che gli impegni della vita cristiana si giochino nelle “cose di Chiesa”, oppure che la fede serve a rispondere ai bisogni personali, senza porsi in rapporto con la vita degli altri e con le loro domande. Occorre dunque la formazione a una vita cristiana missionaria nel mondo e missionaria attraverso le parole della vita.

  1. Dedicati alla propria Chiesa

Una dedizione stabile alla Chiesa
Il carisma dell’AC è quello di laici “dedicati”, in modo stabile e organico, alla missione della Chiesa nella sua globalità. “Dedicati”: è un termine intenso, che dice legame spirituale e insieme affettivo; dice impegno concreto; dice di un servizio che nasce dall’amore e si alimenta di corresponsabilità, con cuore di figli. L’essere dedicati indica una scelta di vita, non episodica ma permanente, un’attenzione rivolta a tutta la comunità e capace di assumere impegni concreti in risposta alle esigenze del luogo e del tempo. In Azione Cattolica si vive “per” e “con” la Chiesa, facendo della sua vita l’oggetto della propria dedizione.

In comunione con il Vescovo
La Chiesa cui l’AC si dedica è in primo luogo quella diocesana, alla cui crescita offre, con la propria soggettività, il contributo originale della vita associativa e dei propri percorsi formativi, oltre che la disponibilità delle singole persone. Nella diocesi, l’Azione Cattolica vive in comunione con il ministero del Vescovo, disponibile a contribuire ad elaborare le scelte pastorali della comunità e a curarne l’attuazione, in spirito di unità con tutti.

In parrocchia, Chiesa del quotidiano
Il legame con la Chiesa diocesana vive giorno per giorno nella parrocchia; in essa l’AC sperimenta la concretezza di una Chiesa da amare ogni giorno nella sua realtà positiva e nei suoi difetti; da accogliere e sostenere; da sospingere al largo e da servire con umiltà. Ma oggi non si può scegliere la parrocchia se non attraverso un lavoro formativo che sostenga il cammino della quotidianità, che insegni un amore oblativo e capace di sacrificio, che sappia attraversare le situazioni di conflitto con chiarezza e con amore; che faccia praticare i percorsi della comunione con le persone con cui abbiamo familiarità quotidiana, che insegni una pazienza che non
spegne gli slanci e una fedeltà che non scade nella mediocrità, che insegni a osare prospettive nuove assunte per fedeltà e rifiuti ogni ripiegamento, ogni rassegnazione.
La formazione dell’AC insegna i percorsi esigenti della dedizione che non fa notizia e dell’amore nascosto che si spende senza riserve. Vissuto nella parrocchia, questo amore creativo e forte diventa lo stile di ogni giorno e di ogni ambiente.

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