Alla lettura del Progetto formativo – introduzione /4

Azione cattolica e scelte formative


  1. In associazione, cioè insieme

Il valore di una scelta associativa

Il carisma dell’AC è comunitario: non si vive isolatamente, ma insieme, in una testimonianza corale ed organica; per noi la forma dell’associazione. L’esperienza associativa costituisce una scuola di grande valore; essa richiede attenzioni e cura perché non scada in puro fatto organizzativo, ma conservi la carica umana e spirituale di incontro tra le persone, in una familiarità che tende alla comunione e in un coinvolgimento che tende alla corresponsabilità. La scelta democratica esprime questi orientamenti, per costruire un’esperienza che nasca dal contributo di tutti e si avvalga della partecipazione di ciascun aderente.

AC, tirocinio di comunione
L’essere associazione impegna a camminare nell’unità e a fare famiglia: per la Chiesa, segno di comunione e di amore; per ogni persona, tirocinio di socialità, con la sua esigenza di concorrere a realizzare obiettivi comuni e con la disciplina che essa esige perché si possa camminare insieme, tenendo conto delle esigenze e del passo degli altri. Ma è anche tirocinio di vita ecclesiale, che chiede la tensione all’unità, all’integrazione, alla testimonianza di quella comunione che è dono e impegno e che esige di tramutarsi in percorsi che realizzano una fraternità senza confini.

L’identità si fa esperienza
Il vivere insieme contribuisce ad elaborare in modo concreto il profilo spirituale ed ecclesiale del laico di AC e a far emergere la fisionomia definita della nostra esperienza associativa e formativa. Quell’identità associativa che è impossibile definire a partire dalle cose da fare, e che è difficile da descrivere in maniera astratta, emerge dall’esperienza. Essa è frutto del vivere aperto e creativo di un gruppo di persone che, avendo assunto insieme il carisma dell’AC, hanno scelto la comunicazione, lo scambio, il dialogo. Questo non solo arricchisce le singole persone, ma consente di elaborare una cultura associativa: atteggiamenti comuni di fronte alla realtà, sensibilità condivise, accenti che ritornano con insistenza nei pensieri e nello stile delle persone di AC.

  1. Il primato della persona

Un cammino di libertà e di responsabilità
Fa parte della tradizione più viva dell’Azione Cattolica il senso vivo della persona, espresso attraverso vigorosi cammini formativi e la presenza forte di educatori, laici e sacerdoti.
Non è sempre facile conservare attenzione alla persona; talvolta ci si illude di essere più efficaci privilegiando le attività di gruppo o l’organizzazione. Senza rischiare di mettere in contrapposizione elementi che devono restare uniti, crediamo che oggi, nella formazione, sia necessario accentuare l’attenzione alla singolarità del cammino di ogni persona. Il progetto formativo richiama di continuo l’esigenza che si compiano delle scelte per una fede personale e viva: tutta la vita dell’AC conciliare ruota attorno a delle scelte. Quelle che la qualificano – scelta religiosa, scelta democratica, scelta associativa – sono innanzitutto scelte, cioè appelli alla libertà e alla decisione: dell’associazione e, ancor prima, delle persone.

L’auto-formazione
L’auto-formazione costituisce l’esperienza più esplicita di questa sintesi formativa, espressione del valore riconosciuto alla coscienza e alla responsabilità personale. Del resto, solo in questo modo oggi è possibile essere cristiani: oggi, tempo in cui sono necessarie coscienze forti e libere in grado di decidersi per il Vangelo con radicalità, disposti a viverlo e a testimoniarlo anche nella solitudine.

La coscienza, luogo della sintesi
Ripartire dalla persona significa quindi accompagnare ciascuno – con le proposte, con gli strumenti, con l’impostazione di fondo – a vivere un cammino formativo personale che può attingere alla pluralità di itinerari che fanno ricco e articolato il cammino dell’Azione Cattolica, nella convinzione che la sintesi di tutto deve avvenire nella coscienza e che ciascuno deve essere aiutato a giungere ad essa.

La persona dell’educatore
Riparte dalla persona significa anche ripartire dalle persone degli educatori: figure forti, donne e uomini ricchi di esperienza cristiana ed associativa, capaci di accompagnare con autorevolezza e con discrezione il cammino di vita dei propri fratelli. Ripartire dalla persona significa sostenere gli educatori di oggi e preparare quelli di domani.

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